Heila! Salve a tutti ragazzi......
Spero vi butti bene, qui dal mare Adriatico, va tutto a gonfie vele.....
Gli anni sono passati, ma quello che rimane aggrappato forte dentro i
nostri cuori e il ricordo, sì proprio cosi, il suo magnifico ricordo.
L'AMERIGO VESPUCCI, la nave tanto sognata da una vita. Sin da bambino
ne avrei voluto far parte. Ogni qual volta la intravedevo in tv , sui
reportage, sui giornali, manifesti, ecc.... il mio cuore scalpitava, al
solo pensiero di vederla dal vivo. Fu cosi che un bel giorno mi arrivo
la fatidica "CARTOLINA" dove su scritto vi era: Presentarsi il giorno
22 marzo alla caserma Duca degli Abruzzi .....La Spezia.
Quel giorno inizio il mio viaggio. Conobbi la vita militare, feci le
mie prime conoscenze con persone provenienti da altre località e inizio
il CAR. La mia stanza, o meglio il nostro camerone si affacciava con l'unica finestra proprio in direzione dell'Arsenale, dove ogni giorno scrutavamo
il bompresso e le teste d'albero della "nostra" meravigliosa nave.
E chi l'avrebbe mai detto.....?
Eravamo ragazzi poco più che ventenni, chi un po' immaturo, chi un po'
incosciente e non si pensava proprio ad essere imbarcati.
Iniziarono i primi "inquadramenti" , acquisimmo in breve tempo cosa volesse
dire essere militari, ma non era tutto qui, o per lo meno per noi!
Terminato il periodo di addestramento al CAR esattamente sabato 19 Aprile
tornammo dalle nostre famiglie ignari del nostro piccolo grande futuro!
Avevamo giurato alla patria,eravamo diventati marinai della :MARINA MILITARE
ITALIANA.
Mamma mia che onore, ripensandoci continuo a scrivere con le lacrime
agli occhi. Indossando la mia stupenda uniforme tornai in caserma il lunedì
successivo, fiero ed impettito come non mai. Chi si aspettava che di li
a poco avremmo inghiottito delle emozioni cosi forti......? Arrivo il
momento: il piazzale della caserma Duca degli Abruzzi era gremito di marinai,
per l'esattezza 10 compagnie 1200 marinai, iniziarono a chiamare i numeri
delle matricole, le persone cambiavano espressione: chi felice, chi triste.
Io ricordo ancora le facce dei miei compagni di camerata e quel giorno,
come adesso, scesero lacrime dai miei occhi solamente dal pensiero di
non rivederci più, da quanto si era affiatati. I saluti, gli abbracci,
le strette di mano, l'ultimo scambio di recapiti e...chiamarono anche
i miei numeri.
La fortuna? io mi sono portato con me il mio fedelissimo amico e compagno
di navigazione: il mitico Nocchiere Paolo Rosaci. Fu cosi che ci portarono
in arsenale, era primavera inoltrata ed erano circa le 16:00 il sole cominciava
a schiarire i nostri cuori a scalpitare; nervosi, preoccupati, emozionati
felici? Eravamo lì schierati sul molo Varicella con i borsoni in
mano quando, da dietro lavvvvvvvvvvvvvvv spunto la mitica Amerigo Vespucci
con il Trinchetto spiegato che ci fece ammutolire tutti in un sol colpo.
Le mie mani si aprirono e i due borsoni si poggiarono a terra. Rimasi
folgorato da tale bellezza e ancora oggi stento a crederci.
FINE PRIMO EPISODIO!
NOCCHIERE PIRONI STEFANO 3/99
(RIMINI) |