di Roberta Bais
- 21 luglio 2006 -
Eccomi qui a La Spezia, al molo Varicella 2, a bordo della nave più bella
del mondo, sono le 9.30 e i motori sono accesi; tra mezz'ora si parte!
Con me, oltre agli amici che mi accompagnano (Spazzola, Europeo, Cristina
e Raffaele), ci sono anche un centinaio di altri ospiti (i familiari dell'equipaggio)
e naturalmente l'equipaggio. Gli allievi saliranno a Livorno solo il 9
luglio, perché noi non stiamo partendo per la Campagna Addestrativa, si
tratta di un imbarco speciale: in navigazione per un solo giorno, ospiti
sul bellissimo veliero della Marina Militare Italiana. L'itinerario è
semplice: uscita dal Golfo di La Spezia scapolando l'isola di Palmaria,
in direzione di Carrara e ritorno. Tutto questo ... alla ricerca del vento,
in modo da poter ammirare questo veliero nella sua massima bellezza: l'apertura
delle vele e la vita di bordo, in particolare le manovre necessarie a
bordare le vele.
Ma facciamo un passo indietro, perché, mio caro lettore, immagino che
ti starai chiedendo cosa ci fa, e come ci è arrivata a bordo, una semplice
ragazza, che non ha fatto l'Accademia, che non ha parenti tra l'equipaggio,
ma ha SOLO una passione infinita per la Nave Scuola Amerigo Vespucci.
Se sei approdato direttamente, e/o casualmente, a questa pagina ti consiglio
di andare almeno a vedere l'indice del mio sito www.ammiraglia88.it, tanto
per farti un'idea in cosa ti sei imbattuto.
Fatta questa precisazione, che serve per farti capire cosa può voler
dire "essere a bordo della Nave Scuola Amerigo Vespucci", e soprattutto
cosa ha voluto dire per me, arrivo finalmente alla magnifica, eccezionale,
indimenticabile, emozionante esperienza fatta: un giorno a bordo del Vespucci
in navigazione.
Questa Signora dei Mari mi ha incantata fin da bambina per la sua bellezza
e per la somiglianza con i velieri, ed i galeoni, che solcavano i mari
ai tempi dei Grandi Navigatori. Poi qualche anno fa, e stiamo parlando
di circa dieci anni, mi sono fissata con l'idea di vedere il magnifico
Vespucci dal vero, non mi bastavano più le foto e i rari filmati televisivi.
Così ci sono riuscita nel 2000, e se vuoi leggere qualcosa di quell'esperienza
puoi andare nel sito di un amico (trovi il link nel mio sito) che ha ospitato
quello che ho scritto al riguardo, e poi nel 2004. Adesso però non mi
dilungo su queste precedenti occasioni che ho avuto, ti basti sapere che
in entrambe la nave era semplicemente ormeggiata in porto ed era visitabile
solo in coperta.
Questa passione mi ha condotta poi a creare un primo sito web, partito
quasi per gioco, e poi ... mi sono fatta prendere la mano ed ecco che
è nato quel www.ammiraglia88.it.
Ed è in parte grazie al mio sito che ho avuto l'opportunità di salire
sull'affascinante Amerigo Vespucci in navigazione.
Dopo i primi contatti con i Kon-Tiki, il Corso 1964-1968, avuti tramite
il sito, è incominciata a nascere l'idea, che poi si è concretizzata,
della pagina dedicata alla loro Campagna Addestrativa, quella della crociera
del Vespucci del 1965. Successivamente, sempre dai Kon-Tiki è apparsa
questa, che per me era un miraggio, probabile possibilità di salire veramente
a bordo. All'inizio ho preso tutto con molta distanza ... figurarsi se
una normale cittadina poteva accedere ad un'esperienza simile! Tra i miei
cimeli (i vari articoli del Vespucci raccolti in diversi anni) non risulta
nessun caso analogo, quindi ... inutile illudersi! Ero convinta che il
sogno sarebbe rimasto tale. Ma i "miei" Kon-Tiki, in particolare Spazzola
ed Europeo (i loro soprannomi), ce l'hanno fatta. A seguito della mia
richiesta (relativamente a questa nave), che non era tra l'altro la prima
che presentavo alla Marina Militare Italiana, e soprattutto grazie al
loro intervento, eccoci arrivati qui oggi, al cospetto della Signora dei
Mari.
Siamo in attesa di imbarcarci. La nave si presenta ... come sempre ...
stupenda! Anzi oggi lo è ancora di più, ha un nuovo albero di trinchetto,
e non vede l'ora di salpare. Sono mesi che è rinchiusa in uno dei freddi
ed asciutti bacini di carenaggio dell'Arsenale di La Spezia, separata
dal suo mare, e finalmente oggi può farsi sospingere dal vento ed accarezzare
dalle onde. L'unica cosa negativa è che oggi, meteorologicamente parlando,
purtroppo è una giornata stupenda. Non ho sbagliato a scrivere quel "purtroppo"
... è che tutto questo vuol dire calma piatta, cioè poco vento e nessuna
onda, perciò dovrà accontentarsi solo del semplice sciabordio dovuto al
normale avanzamento.
Se intorno a me è, come detto, calma piatta, ti lascio immaginare come
invece può essere dentro di me! Nell'attesa di salire sono incantata dalla
sua bellezza e maestosità, sono praticamente ipnotizzata! Non è possibile
che sia qui, davanti a me, che mi stia aspettando e mi accolga, assieme
naturalmente agli altri ospiti, per la navigazione ... probabilmente sto
sognando ad occhi aperti. Ma gli amici che mi accompagnano, i due Kon-Tiki,
sono qui, reali, ma allora è tutto vero! Ci avviciniamo allo scalandrone,
e fin qui, per tranquillizzarmi un po', ripeto tra me e me ... "niente
di nuovo, l'ho già fatto altre due volte ... forse sto ancora rivedendo
quei momenti". Ma una volta in coperta, questa volta la sento viva sotto
di me, la sento fremere, sembra impaziente di salpare, i motori sono accesi,
ma allora ... è tutto vero ... stiamo per partire!
Osservo attentamente ogni albero e pennone; è sempre un incanto, sempre
maestosa. E non ci credo ancora, è troppo bello per essere vero. Cerco
poi di rivedere quello che mi hanno raccontato gli ex allievi, che mi
hanno contattata in questi mesi di navigazione del mio sito, relativamente
alla loro esperienza. Scorgo allora quello che ognuno di loro mi ha riferito:
il posto "varea di velaccino sinistro", "i bastingaggi dove vengono riposte
le amache " ... poi questo turbinio di pensieri, o forse è meglio dire
uragano, perché unito all'emozione tale era diventato, viene interrotto
dal discorso del Comandante in Seconda. Questi ci dà il benvenuto a bordo
e ci spiega alcune cose "logistiche". Alla fine invita tutti gli ospiti
a spostarsi dal cassero, e ci riferisce che quella zona spesso dovrà restare
libera, quando verranno effettuate le varie manovre (in questo caso alla
partenza, ma poi sarà necessario anche in alcuni momenti della navigazione).
E così inizia la nostra navigazione.
Incredibilmente ci è permesso stare in coperta e girare liberi. Pertanto
possiamo ammirare la bellezza del Golfo dei Poeti che si allontana di
poppa, pian piano, da noi. Raggiungiamo quindi l'isola di Palmaria e qui
... ci sparano addosso ... forse non vogliono lasciar uscire e scappare
una nave così bella! Avranno paura che una volta raggiunto il mare aperto
fugga, finalmente libera? |