La cosa strana è che quel ragazzo l'ho rincontrato
a Roma (dove vivo) ed è il fidanzato dell'amica di una mia cugina
... come è strana la vita
Torniamo a noi. Durante il C.A.R mi fecero la fatidica domanda: imbarcato
o a terra? ... e siccome un marinaio senza nave non è un marinaio, e poiché
dovevo spendere 10 mesi della mia vita per la Patria, era meglio spenderli
in maniera intelligente.E così decisi di diventare un marinaio vero, su
una nave.
Non mi avevano chiesto dove volessi imbarcarmi, per cui potevo finire
anche su un cacciamine in Albania o su un rimorchiatore a La Spezia ...Cosi
il giorno prima di conoscere la mia destinazione andai con altri commilitoni
a vedere la famosa nave scuola "Amerigo Vespucci" nell'Arsenale militare
di La Spezia ... di cui peraltro ignoravo addirittura l'esistenza. Facemmo
una rapida visita della nave e tornammo in caserma.
Non sapevo che su quella nave avrei vissuto per i nove mesi seguenti!
Per me era cosi strano che non sapevo se essere felice o meno … poi col
tempo ho appreso che sono stato davvero molto fortunato, anche perché
i "furieri" vengono difficilmente imbarcati sulle navi ... figuriamoci
sulla "Vespucci" dove - dicono i maligni - servono le raccomandazioni
(ma io non ero raccomandato, e allora magari non è affatto vero ciò che
si dice)!
Comunque, ormai facevo parte dell'equipaggio (250 persone circa) ed
ero addetto alla lavanderia: lavavo, asciugavo e stiravo! Stavo bene,
a turno aprivamo proprio come un negozio e stavamo lì tutto il giorno;
a fine turno organizzavamo chiacchierate con amici in lavanderia, un paio
di birre, sigarette, musica (avevamo un piccolo stereo comprato in società),
tanto per passare il tempo durante i lunghi giorni di navigazione tra
un Paese ed un altro. Tutto senza fare casino o roba del genere ... eravamo
militari.
Ho compiuto il mio 22esimo compleanno nell'Oceano, eravamo in navigazione
da Londra a Tangeri in Marocco (le foto del mio compleanno le trovate
sul mio sito); pensate che il pasticcere mi ha fatto anche la torta!
Quando sei imbarcato è come se facessi parte di una grande famiglia,
c'è più amicizia, tanto che a bordo tutt'oggi sono rimasti due ragazzi
che sono "L5", ovvero leva prolungata, con i quali mi sento ancora. Sento
anche altre persone (per telefono) che attualmente sono civili come me
e che erano imbarcati nello stesso periodo durante la leva e che incontro
quando mi capita di andare fuori sede per lavoro. Prima che partissero
quest'anno per l'Australia (pensate che rimangono cinque mesi in Nuova
Zelanda, beati loro!) sono andato a trovarli a Livorno per salutarli,
e meno male che conosco ancora qualcuno a bordo, altrimenti non mi facevano
salire! Ragazzi, è sempre un'emozione salire su quella nave, soprattutto
se ci hai vissuto per nove mesi! Ti batte forte il cuore! Abbiamo navigato
due mesi per il Mediterraneo e tre mesi nell'Oceano senza tornare a casa!
Io stavo così bene ... Dopo cena si andava a prora (o poppa) a fumare
una sigaretta, ti guardavi intorno, tutto mare, buio, con la brezza sul
viso e il rumore delle onde che si infrangono sullo scafo ... quanto ho
pensato!
E' una sensazione stranissima, ma allo stesso tempo mi manca. Durante
la navigazione più lunga (15 giorni) abbiamo fatto le Vespucciadi: sono
le olimpiadi sulla Vespucci. Tiro alla fune (certi capitomboli!), percorso
ad ostacoli, mangiare la pasta bollente senza mani! Che spasso!
Il cibo era ottimo: avevamo 2 panettieri che facevano il pane per tutti,
pizza calda anche la notte se li conoscevi, senno' ... nisba! Il pasticcere
invece faceva i dolci la domenica per noi dell'equipaggio, e torte durante
i ricevimenti di gala, infatti ad ogni porto straniero c'era un buffet
per gli ambasciatori, gli ammiragli e tutte le più alte cariche del luogo.
E dopo, pulire tutto e a turno a lavare i piatti!
Ho girato tutto il Nord Europa, Montecarlo, Corsica, Spagna, Portogallo,
Belgio, Danimarca, Svezia, Inghilterra, Marocco, un bellissimo viaggio
anche se avevi poco tempo per conoscere i posti, su tre giorni di sosta
uno era di guardia, uno di comandata per il buffet a bordo e uno per visitare
il posto e andare a ballare la sera.
Naturalmente c'erano anche le feste per noi marinai: musica, buffet e
sulla nave potevano salire solo donne del posto, invitate il giorno prima!
E poi, un marinaio che marinaio è senza tatuaggi? io ne ho tre, uno fatto
prima di partire per la crociera, uno a metà crociera e uno alla fine,
fatto a bordo della nave da un mio commilitone molto bravo. Cosa, secondo
voi? Il volto di una tigre sul polpaccio! (la foto la trovate cliccando
su "Gallerie Fotografiche" sul mio sito). Pensate poi che in Belgio ho
comperato delle sigarette, che conservo ancora; sapete come si chiamano?
"Tigra", roba da non credere!
Articolo già pubblicato su www.cosedimare.it (sezione: miti/storie) |