Nave Amerigo Vespucci
- Vele -
Le ventiquattro vele dell'Amerigo Vespucci si dividono
tra quadre stralli e fiocchi, per una superficie totale di circa 2650
metri quadrati. Sono tutte realizzate in tessuto di tela olona
(canapa e lino) e sono realizzate unendo, mediante cucitura manuale,
più strisce dette "ferzi".
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In oltre, possono essere aggiunti, gli
scopamare, due vele quadre di 123 m² ciascuna, inferite ai lati del trevo di trinchetto,
utilizzando idonee prolunghe del pennone. Con la Nave completamente
invelata si possono raggiungere velocità ragguardevoli, almeno in relazione
al peso della stessa: il "record" è di 14,6 nodi.
La manovra delle vele si attua per mezzo di cavi (manovre
correnti o volanti) di diverso diametro, per un totale di circa 30.000
metri. Anch'essi hanno nomi caratteristici, quali drizze (per alzare
i pennoni mobili e le vele di taglio), bracci (per orientare i pennoni),
scotte e mure (per fissare gli angoli bassi delle vele quadre, rispettivamente
sottovento e sopravvento), imbrogli (per raccogliere le vele sui pennoni),
ecc.. Le manovre correnti sono per la maggior parte in manila (fibra
vegetale); fanno eccezione le scotte dei trevi, che per sostenere l'elevato
sforzo sono realizzate in nylon. Oltre a ciò l'attrezzatura velica comprende
circa 400 bozzelli in legno e 120 in ferro.
P.S. Il trevo di Mezzana e sguarnito di vela per non rubare
vento alla vela più grande della nave, il trevo di Maestra. Il
relativo pennone viene chiamato quindi "Verga secca".
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